Sarde a Beccafico al miele di acacia – MTC54

Dopo che Eleonora Colagrosso e Michael Meyers di Burro e Miele nel mese di gennaio si sono meritatamente aggiudicati l’MTC53 con una ricetta e un post da capogiro, e che successivamente come da copione hanno lanciato il tema del mese di febbraio, ho pensato, questa volta è crisi generale.

piantape

Il miele? Non avevo considerato però di essermi infilato in un covo di possedute dal demonio, e mentre scrivo non so ancora come recuperare il tempo per andarmi a leggere tutte le proposte che mi sono passate davanti, di cotte e di crude, di dolci e di salate, di bellissime indiscutibilmente.
Beh, si deve dire che un post di lancio come quello dei nostri due vincitori, che ci ha aperto un orizzonte così vasto sul mondo del miele, stimolava assai di buttarsi nella mischia. Io arrivo in fondo con il cronometro che si ferma a 007 secondi come nei film di JB, che un po’ di adrenalina fa anche bene, ma a me di questi febbraio mi ce ne voleva almeno un paio per mettermi in pari, che credevo appena arrivato in MTC di dover subito saltare, quindi, senza pretese ma son contento così.
Il miele in casa nostra non manca mai e, come ricordano giustamente Eleonora e Michael, che sia di qualità perché non c’è cosa più insignificante di quello che non lo è, piatto, solo dolcissimo e sicuramente artefatto. Non manca mai perché noi lo aggiungiamo nelle tisane, talvolta nello yogurt con müsli e frutta a colazione, poco nei dolci perché non ci andiamo matti. Inoltre il miele su pane tostato e burro è un evergreen così come quando fa compagnia a dei buoni formaggi stagionati. Perciò il barattolo scema e bisogna rifar provviste. E adesso che apprendiamo di insospettate qualità terapeutiche non rimane che andarne in caccia, di quello buono appunto, bio ma di provenienza certa, magari facendo più spesso l’analisi degli zuccheri nel sangue.
La ricetta in questione è sempre molto gettonata in casa, perché adoriamo l’agrodolce e soprattutto il pesce azzurro. La preparazione classica di questa pietanza di tradizione siciliana consiste nell’imbottire i filetti di sarda con un composto che di seguito descrivo, e poi subito prima di metterli in forno, irrorati in superficie di uno sciroppo fatto di limone e zucchero, molto zucchero perché sia denso e non coli subito sul fondo della pirofila. Devo dire che se non fosse stato per questo MTC forse non mi sarebbe mai venuto in mente di tentare la sostituzione dello zucchero con un buon miele … dell’apicoltore di fiducia, s’intende! Preziosa come sempre l’infografica di Dani per la scelta del miele da utilizzare.
Ecco come ho proceduto per questa rivisitazione, il cui risultato devo confessare senza modestia, era eccellente per l’aroma particolare di quel miele di acacia che si era perfettamente intrecciato al sapore deciso delle sarde con la loro farcitura agrodolce. Ma le sarde son ricche di omega 3 … e poi tutto ‘sto miele … non è che sto facendo una roba troppo salutare?

Sarde a Beccafico al miele di acacia

Ingredienti per 4 persone
800 gr di sarde mediterranee
4 acciughe sotto sale
80 gr di pangrattato
40 gr di uva passa
40 gr di pinoli
prezzemolo
sale
pepe nero
foglie d’alloro
4 cucchiaini colmi di miele di acacia fatto come si deve!
il succo e le scorze di un limone
olio e.v. di oliva q.b.

ingredienti

Non è un piatto che si può fare la sera quando si rincasa alle 20 e si ha il desiderio di mettersi a tavola subito perché bisogna prima eviscerare le sarde e poi sfilettarle, operazione in genere non breve e per la quale credo nessuno vada matto. Di positivo c’è il fatto che non mi sento mai solo in questa operazione perché non appena tiro fuori dal frigorifero il sacchetto con le sarde, dal nulla arrivano a farmi compagnia i nostri tre gatti, che sanno ormai bene che qualcosa ci sarà anche per loro.
Quindi eviscerare le sarde, tagliare via la testa, raschiarle in superficie delicatamente con un coltellino per togliere le squame, sfilettarle per ricavare i filetti interi, sciaquarle sotto l’acqua corrente, e asciugarle con carta da cucina, è la prima e più lunga operazione. Dissalare le acciughe dal sale sotto l’acqua corrente, togliere la spina centrale e tritarle con un coltello fino a ridurle in pasta. In un padellino con un cucchiaio di olio, tostare leggermente il pangrattato girandolo per 3 minuti. Mettere in ammollo l’uva passa in acqua calda per 10 minuti in modo di farla rinvenire, dopo di che scolarla e asciugarla con carta da cucina. Formare il composto per l’imbottitura delle sarde con il pangrattato tostato, l’uva passa, i pinoli, le acciughe ridotte in pasta, un po’ di prezzemolo tritato, sale e una bella macinata di pepe nero, quindi mescolare bene con le mani per amalgamare il composto. Stendere i filetti sul tagliere con l’interno rivolto in alto, mettere un po’ di composto su di essi e arrotolarli dalla parte della coda, quindi adagiarli sul fondo di una profila unta d’olio, uno accanto all’altro e separati da foglie d’alloro rotte sui bordi. Aggiungere il composto di pangrattato che avanza sopra le sarde. Ricavare la scorza del limone a striscioline e adagiarle sopra le sarde. Versare 4 cucchiaini di miele di acacia ben colmi in una tazza e aggiungere il succo del limone un po’ per volta mescolando bene fino a formare uno sciroppo denso. Un po’ per volta perché se il limone è molto grande potrebbe non essere necessario tutto il succo, l’importante è che lo sciroppo al miele e limone resti denso. Versarlo sopra le sarde allineate nella pirofila e mettere subito a cuocere nel forno già caldo a 180 gradi per 40 minuti.
Le sarde a beccafico non vanno servite appena tolte dal forno ma devono essere lasciate intiepidire per poterle gustare al meglio.

Mi sa che d’ora in poi lo zucchero lo mando in pensione definitivamente!

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Con questa ricetta partecipo all’MTC 54 del mese di febbraio 2016

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10 Responses to Sarde a Beccafico al miele di acacia – MTC54

  1. marina says:

    E credo proprio che il risultato di questo connubio sia meraviglioso e te lo dico da sicula! Neanche a dirlo….le farò subito subito

    • kamp says:

      Marina! Non sai che piacere che mi fa un complimento così da una siciliana che sul tema non ha di sicuro da imparare da nessuno!
      Aspetto di sapere cosa ne pensi dopo la tua prova, un carissimo saluto da Firenze!

  2. sabrina says:

    Bellissimo piatto da copiare, mai provato il miele col pesce ma questo mi ha super convinto!

  3. ilaria lotti says:

    la tua proposta è golosissima! e visto che le ho appena prese dal pescivendolo di fiducia (e fatte da lui sfilettare 🙂 ) credo proprio che le proverò in questa tua versione rivista con miele 🙂

  4. Eleonora says:

    Heheheh, bravo, manda lo zucchero in pensione :))
    Io l’ho quasi mandato del tutto. Tutta colpa dell’influenza del dottore.
    E parlando del dottore, che è qui che analizza le ricette insieme a me, ti ringrazia perchè le sarde a beccafico lui non le conosceva per niente e si rende conto per la prima volta che non siamo solo noii Ashkenazi a mettere lo zucchero nel pesce, e si compiace.
    Adesso toccherà fargliele provare.
    Grazie Fabio.
    a presto
    Eleonora e Michael

    • kamp says:

      Grazie Eleonora e Michael, dei vostri apprezzamenti e di avermi fatto conoscere tante cose che del miele non sapevo … e sarà un grande piacere cucinarle per voi. Vi aspetto sui colli di Firenze!
      A presto Fabio

  5. Cristina says:

    Hai ragione, l’mtc ti fa provare cose che non avresti mai osato fare prima! Anche io non sono grande amante del miele però è sempre presente nella dispensa e ogni mattina, nonostante non ci vada matta, lo aggiungo nel thè verde (che ha un sapore molto più schifoso del miele!). In conclusione dico: W il miele e W l’mtc !

    • kamp says:

      Hai ragione viva l’MTC che è un’opportunità grandiosa per crescere … ma tu ce la fai a leggere tutto? A me invece il miele piace ma non mi ricordo mai di usarlo, e ci sono tante e tali varietà così buone!!

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